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PREGHIERA SUL VANGELO

Tu sei stato chiaro con noi, Gesù: non ci hai promesso un tragitto trionfale, un’autostrada a quattro corsie da percorrere senza difficoltà alcuna, accompagnati dal plauso di tutti. Ci hai imbarcati su un battello che non procede a vele spiegate, sotto la spinta del vento del consenso.

Non è facile la condizione di chi ha scelto di diventare tuo discepolo. Se prende sul serio il tuo Vangelo, se ti rimane fedele anche quando costa, se non cerca il compromesso facile… prima o poi sperimenta il sospetto, la calunnia, l’odio, il tradimento anche da parte di famigliari e amici.

Deve mettere in conto, dunque, la solitudine di chi va controcorrente, l’abbandono che conosce chi è considerato di volta in volta un ingenuo o un pazzo, un esaltato o un sognatore, ma anche l’amarezza e lo sconforto di chi si domanda se non ha sbagliato tutto...

Ecco perché tu ci inviti alla fiducia: non dobbiamo sentirci abbandonati quando mettiamo in pratica la tua parola. Ecco perché tu ci chiedi la perseveranza: scegliere te non deve essere un fuoco di paglia, ma una decisione presa con serietà e rinnovata di giorno in giorno quando infuria la persecuzione e quando si rischia di essere sedotti dall’imbonitore di turno.

Roberto Laurita

 

 

 

 

FOGLIETTO SETTIMANALE

Volantino dal 10 al 17 Novembre

Volantino dal 17 al 24 Novembre

 

 

Dal Vangelo secondo Marco (Mc 13,33-37)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Fate attenzione, vegliate, perché non sapete quando è il momento. È come un uomo, che è partito dopo aver lasciato la propria casa e dato il potere ai suoi servi, a ciascuno il suo compito, e ha ordinato al portiere di vegliare. Vegliate dunque: voi non sapete quando il padrone di casa ritornerà, se alla sera o a mezzanotte o al canto del gallo o al mattino; fate in modo che, giungendo all’improvviso, non vi trovi addormentati. Quello che dico a voi, lo dico a tutti: vegliate!».

 

COMMENTO

La Liturgia della Prima Domenica d'Avvento è interamente penetrata dalla prospettiva di celebrare la prima venuta di Nostro Signore, con la Sua nascita nella grotta di Betlemme e dalla preparazione della seconda, che avverrà alla fine del mondo per giudicare tutta l'umanità. Secondo S. Bernardo di Chiaravalle tuttavia, sono tre le venute di Nostro Signore: "La prima, quando Lui è venuto con la Sua Incarnazione, la seconda è quotidiana, quando Lui viene da ognuno di noi, con la Sua grazia e la terza, quando verrà a giudicare il mondo".

In un altro passo, Bernardo precisa che la seconda venuta di Cristo è nascosta, e "soltanto gli eletti Lo vedono in se stessi, e con Lui salvano le loro anime." Egli sta continuamente venendo a noi per essere "il nostro riposo e la nostra consolazione". Così, in ogni momento siamo chiamati ad avere un incontro con Gesù soprattutto nell'Eucaristia ma anche, per esempio, meditando questo Vangelo della prima domenica d'Avvento, o ascoltando una parola ispirata di qualche ministro di Dio.

Per questo, la nostra vita dovrebbe, in realtà, ruotare attorno a un Natale permanente, che cominci al risveglio, la mattina, e non termini neppure dormendo di notte, perché per tutto dipendiamo dalla grazia di Dio e dobbiamo essere continuamente in attesa dell'aiuto che ci viene da Lui.

I due nomi dell’Avvento sono infatti  fate attenzione e vegliate. Essi hanno la medesima radice : tendere a, rivolgere mente e cuore verso qualcosa, che manca e si fa vicino  e cresce. Il verbo vigilare sintetizza l’annuncio del Vangelo.

Ecco allora l’invito di vivere attenti:

-Attenti alle persone, alle loro parole, ai loro silenzi, alle domande mute, ad ogni offerta di tenerezza, alla bellezza di essere vite piene di Dio;

- Attenti al mondo, nostro pianeta magnifico, alle sue creature più piccole e indispensabili: l’acqua, l’aria, le piante;

- Attenti a ciò che accade nel cuore e nel piccolo spazio di realtà in cui mi muovo.

Ma non solo attenti, anche vigili:

  • Vigili con gli occhi bene aperti. Il rischio quotidiano è una vita dormiente, che non s a vedere l’esistenza come una madre in attesa, gravida di Dio, incinta di luce e di futuro.

Noi siamo argilla nelle tue mani. Tu sei colui che ci dà forma. Il profeta invita a percepire il calore, il vigore, la carezza delle mani di Dio che ogni giorno, in una creazione instancabile, ci plasma e ci dà forma; che non ci butta mai via, se il nostro vaso riesce male, ma ci rimette di nuovo sul tornio del vasaio. Con una fiducia che io tante volte ho tradito, che Lui ogni volta ha rilanciato in avanti. L’Avvento come abbiamo ricordato ci prepara alla seconda venuta, a quella nascosta nelle pieghe delle nostre giornate, chiediamo allora lo sguardo vigile per non perdere i suoi appuntamenti con noi perché il nostro Dio non è imperturbabile come Zeus sull’Olimpo. Egli era, secondo l’oracolo di Pausania, <colui che era, è e sarà>. Il Dio dei cristiani è diverso, < è colui  che è, che era e che viene>; non < il Signore che ritorna>, ma colui che non cessa mai di venire e di stupirci!

Amen!

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